Make a Shift Il magazine di Studio Shift

Progettare il futuro è possibile, anche quando i limiti sembrano restringere il campo. È con questa convinzione che siamo arrivati a Marsiglia, per la #101 Conferenza internazionale della rete Trans Europe Halles. Ma per raccontare bene questa storia, dobbiamo partire da Sofia, e ritornare indietro nel tempo alla #99esima Conferenza circa un anno prima.

Costruire futuri desiderabili: Shift con i centri culturali europei per immaginare nuove traiettorie

Era il 5 giugno 2025 quando le nostre Shifters Elena e Silvia si sono alzate in piedi davanti alla platea della #99 conferenza di Trans Europe Halles, a Sofia, per presentare Studio Shift e chiederne l’ammissione alla rete.

Non è un’emozione che si prova tutti i giorni. Per noi TEH non è solo un network: rappresenta un luogo in cui la nostra voce, i nostri valori e la nostra visione si intrecciano con una più ampia conversazione fatta di persone, centri culturali indipendenti e pratiche condivise. 

Ad aprile 2026, a Marsiglia,abbiamo partecipato ufficialmente come Associate member. Con lo stesso entusiasmo di allora, in qualità di practitioner in ambito ICCs abbiamo presentato un contributo di future thinking, a beneficio di altri membri.

Foto di: ©Stan Baranski from Sklad Solny (ig : @stanbaranski)

La cultura non racconta il mondo. Lo cambia.

Trans Europe Halles nasce nel 1983 e oggi riunisce oltre 100 organizzazioni in più di 30 paesi: centri culturali sorti in fabbriche dismesse, caserme riconvertite, spazi industriali restituiti alle comunità. Luoghi che hanno scelto di muoversi ai margini dei circuiti istituzionali per rendere la cultura un bene comune, vivo e radicato nei territori.

Ciò che unisce i membri di questa rete, e ciò che lega anche noi a essa, è la convinzione che la cultura e la creatività non abbiano solo il potere, ma anche la responsabilità di contribuire al cambiamento. I centri culturali indipendenti sono laboratori di futuro: spazi dove si sperimentano nuovi modi di stare insieme, di rispondere alle crisi, di immaginare la comunità. Non con soluzioni calate dall’alto, ma attraverso processi aperti e radicati nei territori.

Foto di: Pierre Gondard

I limiti come punto di partenza

Il tema della conferenza #101 si radica in questa convinzione: Imagining Within Limits: Cultural Centres and Planetary Boundaries.Ospitata tra il 16 e il 19 aprile a La Friche – la Belle de Mai di Marsiglia, un’ex fabbrica di tabacco trasformata in ecosistema culturale con oltre 70 organizzazioni al suo interno, la conferenza si è concentrata sul ruolo dei centri culturali nel ripensare il rapporto tra pratiche culturali e sostenibilità (sociale, ambientale ed economica), interrogandosi su come immaginare e costruire un futuro entro i limiti che ci pongono le sfide del nostro tempo.

Foto di: Pierre Gondard

Immaginare entro certi limiti può sembrare una costrizione. Per noi designer, è il punto di partenza per un buon progetto. Charles Eames diceva che “la chiave del problema di design è la capacità del designer di riconoscere quanti più vincoli possibile, e la sua volontà ed entusiasmo nel lavorare all’interno di questi vincoli.” Per citare un altro nome caro al design, Walter Gropius, fondatore del Bauhaus diceva: “il limite rende inventiva la mente creativa.”

Non si tratta di progettare nonostante i limiti, ma grazie ai limiti. Lavorare con i limiti è esattamente ciò che dovrebbe ispirare i progettisti; senz’altro per noi di Shift è un esercizio continuo: raccogliere vincoli per trasformarli in traiettorie creative.

Backcasting: progettiamo a partire dal futuro che vogliamo 

Il nostro contributo alla conferenza #101 è nato proprio da questa visione del limite come stimolo.

Viviamo in un momento fortemente instabile. I notiziari ci descrivono scenari di crisi, ed è difficile non farsi trascinare verso una posizione difensiva: come limitare i danni, come resistere, come sopravvivere. Per proporre una prospettiva diversa abbiamo facilitato un workshop con la metodologia del backcasting che, pur tenendo in considerazione le sfide contemporanee e i trend emergenti, mette al centro i nostri desideri futuri. Storie possibili.

Invece di partire dal presente, dove spesso veniamo bloccati dal peso di ciò che non funziona, si parte da un futuro plausibile e desiderabile e si ricostruisce a ritroso il percorso per arrivarci. È un metodo che ci permette di avere una posizione positiva e proattiva: passare dalla domanda “cosa possiamo permetterci di fare?” alla domanda “cosa vogliamo diventare?” sposta il focus progettuale in avanti, rendendo gli ostacoli del presente non più muri invalicabili ma vincoli da attraversare, per tendere al futuro che abbiamo immaginato e renderlo possibile

Fonte: Voros, 2016

Un processo verso un futuro desiderabile 

Il workshop è partito dalla valorizzazione di un percorso reale: la collaborazione con la Cooperativa Il Visconte di Mezzago, gestore del centro culturale indipendente Bloom.

Con una progettazione partita nel 2024, Shift ha affiancato Bloom nel ridisegno della propria strategia attraverso cinque workshop teorico-pratici, accompagnando soci e dipendenti in un percorso di consapevolezza e strategia condivisa. I temi affrontati hanno spaziato dal ripensamento di Vision&Mission al 2050 alla definizione di un action plan a cinque anni, toccando aspetti di design organizzativo, leadership, comunicazione interna e Management 3.0.

A partire da questa prima collaborazione, grazie alla nostra Elena Giunta, CEO di Shift e docente in diversi atenei tra cui NABA, Bloom è diventato un “caso studio”. Gli studenti del corso di Social Design della Nuova Accademia delle Belle Arti hanno lavorato per sei mesi, seguendo il metodo del design thinking, su cinque scenari a cui tendere, costruiti insieme a Bloom a partire dai trend e dalle sfide attuali:

  • The Hub as a Commons — l’hub culturale come infrastruttura dei beni comuni
  • Inclusive Hubs — progettare per ogni corpo, ogni storia
  • Cultural Kitchens — il cibo come spazio di conoscenza e comunità
  • Hub as a Network Engine — co-progettato dalla comunità che lo abita
  • Independent Hubs for Sustainable Futures — autonomia e sostenibilità come traiettoria concreta

Il workshop a TEH ha ripercorso le tappe essenziali di questa collaborazione, mostrato alcuni tra i progetti più significativi degli studenti, e condensando il processo in un’esperienza pratica per i centri culturali della rete, l’attività ha invitato i partecipanti a ripensare un futuro desiderabile per i centri culturali e per la rete TEH.

Il nostro desiderio è quello di continuare a portare questa visione ai nostri Clienti, e portare sempre più valore alla rete, con la speranza che sempre più centri culturali scelgano di iniziare a disegnare il proprio futuro, con le proprie comunità.

19 Maggio 2026

Make a Shift è l'e-magazine di Studio Shift, dedicato al design e all'innovazione sociale, dove puoi trovare approfondimenti e case history dei nostri progetti.

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